Rotture e ricomposizioni

Rotture e ricomposizioni

Quest’anno la proposta della Fondazione per il Festival della Filosofia 2026 ha  riguardato due percorsi differenti ma strettamente collegati: “Rotture e ricomposizioni – Sfruttamento e migrazioni: un’interfaccia tra il caos e la sua ricomposizione” e “I minori migranti nelle comunità di accoglienza”.

È proprio nella possibilità di passare dalla frattura alla relazione, dall’incertezza alla partecipazione che i due percorsi trovano il loro punto di incontro: raccontare le migrazioni e le trasformazioni che producono, significa anche interrogarsi sulle possibilità concrete di costruire dialogo, inclusione, convivenza e pace.

L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare i grandi fenomeni contemporanei non soltanto attraverso dati e analisi, ma anche attraverso le esperienze e le voci delle persone coinvolte. Le migrazioni e le disuguaglianze, così come i conflitti e lo sfruttamento delle risorse, vengono osservati come fenomeni capaci di incidere concretamente sulle vite individuali e collettive, ma anche come ambiti nei quali è possibile costruire nuove relazioni, occasioni di confronto e percorsi di pace.

Due percorsi, un unico filo conduttore

Il primo percorso, “Rotture e ricomposizioni”, è curato dalla Fondazione San Filippo Neri, in collaborazione con il CPIA di Carpi e l’IIS “F. Selmi” di Modena. Il progetto presenta i lavori realizzati dalle due realtà scolastiche che affrontano il tema da prospettive diverse e complementari. L’IIS “F. Selmi” propone una mostra che si sviluppa a partire dalle attività dedicate alla Giornata della Sostenibilità e alla Giornata della Diversità Culturale e del Dialogo, entrambe ricondotte al tema comune “Educare alla Pace”. I lavori affrontano questioni quali lo sfruttamento della terra, il displacement delle popolazioni, il diverso “peso” dei passaporti, la diversità culturale e le storie di chi vive direttamente l’esperienza della migrazione. Il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) di Carpi, invece, espone tele realizzate da studenti accomunati da un retroterra migratorio. Tracce dinamiche, esplosioni cromatiche e segni espressivi trasformano il vissuto personale in linguaggio artistico, e restituiscono esperienze di movimento, incontro e trasformazione.

Accanto a questo  primo percorso, “I minori migranti nelle comunità di accoglienza”, curato dal professor Claudio Baraldi del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dal dottor Filippo Iapadre per il Dottorato Nazionale in Peace Studies dell’Università La Sapienza di Roma e dalla Fondazione San Filippo Neri. Il progetto restituisce gli esiti di una ricerca sociologica sviluppata nel corso dell’anno scolastico presso le comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati San Filippo Neri della Fondazione omonima, Atlante e Argonauta del Gruppo CEIS. La ricerca, svolta dal dottor Filippo Iapadre sotto la supervisione del professor Claudio Baraldi ha coinvolto il Comune di Modena, educatrici ed educatori delle comunità, insegnanti del CPIA e della Scuola di Italiano Penny Wirton. Il lavoro crea spazi di dialogo con e tra i minori accolti e raccoglie contributi narrativi che vengono presentati lungo il percorso espositivo. L’obiettivo è restituire una realtà spesso raccontata soprattutto attraverso i numeri e l’emergenza, mettendo invece in evidenza la complessità delle esperienze dei minori migranti e, insieme alle difficoltà e all’incertezza dei loro percorsi di vita, la possibilità di costruire nuove relazioni, forme di partecipazione e progetti di vita.

Evento : Inaugurazione 18 Settembre 2026

L’inaugurazione  ha presentato al pubblico entrambi i percorsi e le realtà che  hanno contribuito alla loro realizzazione, alla presenza dell’assessora Camporota, dell’assessora Venturelli, del Presidente della Fondazione San Filippo Neri e dei curatori dei progetti.